FRANCESCA COLOMBO: "IO HO L'ENDOMETRIOSI"

Mi chiamo Francesca, ho 27 anni e sono affetta da ENDOMETRIOSI. Ho avuto il
primo ciclo a 12 anni. Ricordo che una sera mi contorcevo e mi rigiravo sul divano per il forte dolore alla pancia e i miei genitori volevano portarmi al pronto soccorso, ma io per la paura ho detto di no. Dopo qualche ora con l'urgenza di andare in bagno, mi sono resa conto che il motivo di quei tremendi dolori era il primo ciclo. Spaventata ma consapevole che prima o poi sarebbe successo, mia mamma mi tranquillizzò dicendomi che era tutto normale, ma dato che quei dolori erano così forti ho iniziato a prendere un calmante anti infiammatorio e dopo un po' stavo meglio. Ho sempre avuto cicli puntuali e regolari, ma talmente tanto dolorosi che ogni mese giravo per casa piegata a metà con un pupazzo schiacciato sulla pancia, in quel modo riuscivo a spostarmi da una stanza all'altra o ad alzarmi dal letto. Dopo le visite dal medico di famiglia la mia diagnosi era sempre stata "appendicite infiammata", così come quella del pronto soccorso ogni volta che ci andavo. Mi prescrivevano anti infiammatori che però non facevano molto e alla fine sono riuscita a farmi prescrivere anche gli antidolorifici per i giorni del ciclo. Ho sempre avuto un flusso molto abbondante e durava almeno 10 giorni. Ero sicura che c'era qualcosa che non andava. Durante gli anni, dopo tre anni dalle medie, mi sono iscritta a un corso di parrucchiera alla "Maria Ausiliatrice", andavo a scuola e lavoravo come stagista. Mi sentivo sempre stanca e senza forze e ogni mese quando nemmeno tre antidolorifici forti mi facevano effetto, piangevo. Dopo la scuola sono rimasta un annetto a lavorare e ad imparare nello stesso negozio, ma un giorno del gennaio 2006, come ogni mese, durante la notte mi sono arrivate. Avevo dolori troppo forti per andare al lavoro e quindi ho chiesto il permesso di stare a casa, ma la mia datrice di lavoro voleva che andassi prima del solito orario... Io sono rimasta a casa anche perché non sarei riuscita neanche a uscire dato che quella notte aveva nevicato così tanto che il cancello era ghiacciato e non si apriva. Da quel giorno lei non l'ho più sentita e così ho perso il lavoro. Ho cercato e fatto prove in moltissimi negozi ma non ho mai trovato nessuno che mi tenesse e mi insegnasse bene il lavoro. Nel 2007 ho conosciuto il mio ragazzo e lo stesso anno mi ha portata per la mia prima volta in vacanza al mare. Avevo quasi finito il ciclo ma quel mese ho iniziato ad avere perdite continue che ho immaginato fossero dovute al cambiamento climatico e al vento marino. Dal mese successivo il mio ciclo non durava più una decina di giorni ma bensì per tutto l'intero mese, con una pausa di soli due giorni. Ero molto preoccupata, e anche mia mamma era convinta che quella situazione non fosse normale, ma purtroppo non mi potevo ancora permettere di fare visite mediche private. Nel 2008 sempre in vacanza con il mio ragazzo, distesa al sole e con le mani sulla pancia, ho sentito una grossa massa, tanto che per essere sicura di sentirla ho fatto sentire anche a lui, e c'era. Dato che io ho sempre fatto ginnastica artistica e da un po' di tempo avevo smesso, ho pensato che fosse solo un rigonfiamento dell'utero o di un muscolo. Tornata dalle vacanze la stessa massa l'aveva sentita anche mia mamma, dopo qualche mese però era scomparsa. Verso la fine dell'anno ero riuscita a trovare lavoro in un negozio di parrucchiera vicino a casa, ma son state false speranze perché con la scusa del "sei in prova" l'ho solo aiutata per il periodo di feste. Dopo i tre mesi, negli ultimi giorni di lavoro, avevo il ciclo e stavo svolgendo le normali mansioni, quando ho avuto un mancamento e sono quasi svenuta. Anche qui ho pensato che fosse per il troppo lavoro, sempre in piedi, magiare di fretta o a volte anche niente. BASTA!!! Non ne potevo davvero più... A marzo 2009 faccio finalmente la mia visita ginecologica, inizio con un controllo manuale, poi interno, poi esterno e poi ancora interno, tempo della visita 45 minuti di ecografie e la ginecologa nel frattempo dice: hai l'endometriosi!! E io pensavo.. ok! Diagnosi: endometriosi severa dell'ovaio bilaterale. All'interno avevo una ciste di 8cm, una di 5cm più tantissime altre più piccole tutte intorno. Non mi è stato spiegato nulla, mi è stato solo detto che dovevo essere operata il prima possibile, così la ginecologa ha informato subito il primario di ginecologia dell'ospedale della mia città. Le ho fatto subito una domanda ben precisa: "posso avere figli??" E la ginecologa mi risponde: "No, con l'endometriosi non si possono avere figli, e anche se dovessi riuscire a rimanere in cinta per il 50% delle probabilità lo perdi!!"... Sono rimasta completamente scioccata. Io, che ho sempre sognato di avere una famiglia con tanti bambini, io che ho sempre amato i bambini e che ne ho sempre desiderato uno tutto mio, non potevo averne. Ho fatto gli esami pre ricovero, la visita dal primario, il Dr. Beretta e alla fine di giugno 2009 sono stata operata da lui stesso. Il primario è stato bravissimo ed è riuscito a salvarmi entrambe le ovaie, che io avevo il terrore di perdere, e mi prescrive una pillola anticoncezionale, ma ancora di questa malattia non sapevo nulla. Così una volta a casa ho iniziato fatto quello che nessuno affetto da una malattia dovrebbe fare: documentarmi su internet.. Ogni articolo indicava cibi in e cibi out, cosa fare e cosa non fare, cosa prendere e cosa non prendere e in cosa poteva degenerare la mia malattia, spesso in contraddizione con l'articolo precedente, e ogni volta che leggevo qualcosa stavo male e pensavo di averlo. L'endometriosi mi ha anche fatta diventare ipocondriaca, ogni sintomo che leggevo io lo avevo, poi mi sono fermata. Ho cancellato tutto e ho cercato di dimenticare. Un anno e mezzo dopo inizio ad avere forti dolori all'addome e vado subito dal dottore (purtroppo non il mio che si era ritirato per motivi di salute), infiammazione dovuta all'endometriosi. I dolori non passano mai, ho l'intestino irritabile, visite su visite e alla fine mi prescrivono un farmaco che per un po' funziona ma il dolore non passa mai del tutto. Un giorno mi sveglio e inizio ad avere dolori davvero forti al torace, talmente forti da non riuscire quasi a respirare. Penso di andare al pronto soccorso, ma quello stesso giorno avevo già la visita dal medico di famiglia, ed è sempre infiammazione. I dolori aumentano e non passano chiedo aiuto a tutti e nessuno mi ascolta. Sto diventando pazza, ma io so di non esserlo. So che è Lei e che vuole me!! Nel frattempo ho cambiato ginecologa ora vado in un centro specializzato in fertilità di coppia, le perdite sono tornate, ho provato diverse pillole, ma nessuna sembra risolvere il problema, così ho fatto sei mesi senza e i forti dolori tornano, coliche renali, dolori forti, dolori che nonostante le cure non hanno mai smesso di perseguitarmi. Faccio una visita ogni sei mesi per tenere tutto sotto controllo, l'ultima che ho fatto a giugno ho avuto un'altra diagnosi: Lei è tornata, una ciste di 3cm all'ovaia sinistra che ultimamente mi tormenta, aderenze che ci sono sempre state, tube compromesse e danneggiate, le mie ovaie che per via delle cisti che avevo erano finite dietro l'utero e anzi che tornare al loro posto si stanno avvicinando e attaccando tra di loro, diaframma probabilmente lesionato. Ormai avevo e ho accettato il fatto di avere questa maledetta malattia, alla fine non la posso evitare, ma quando la mia ginecologa mi ha detto,tube danneggiate, non ho retto e ho pianto, solo per il fatto che ho visto sempre meno la possibilità di avere un bambino, ma la dottoressa mi ha tranquillizzata. E so, sono sicura come il fatto che sono viva, che io un giorno avrò il mio bambino tra le braccia, e non vedo l'ora! Adesso sono in cura con il "Visanne" e tra poco ho un'altro controllo, la storia continuerà ancora... In queste situazioni si è quasi completamente soli, la superficialità dei dottori è tanta, si può contare solo nel supporto dei famigliari stretti, io ringrazio infinitamente i miei genitori che non mi hanno mai lasciata sola e che sostengono le spese al posto mio dato che non riesco a trovare un lavoro per poter essere indipendente, il mio ragazzo che ha sopportato le mie crisi e mi è sempre stato vicino pur sapendo cosa comporta tutto questo, e quei rari dottori che mi hanno aiutata e tranquillizzata anche psicologicamente.