TERESA CASILLO: "IO HO L'ENDOMETRIOSI"

Mi chiamo Teresa Casillo, ho 35 anni. Quindici anni fa mi fu diagnosticata l'endometriosi, oggi ho 5 interventi alle spalle, con asportazione della tuba sinistra ed endometriosi diffusa alla parete addominale e al posto dell'appendice oltre che al setto-retto-vaginale, vicino all'uretere di destra, ai legamenti utero sacrali, alla parete dell'utero e alla vescica. Oggi mi ritrovo a lottare contro i danni permanenti causati dalla malattia, problemi di minzione, incontinenza, dovuta anche ad un'altra patologia cronica all'uretra, la metaplasia nefrogenica, dolore e difficoltà di svuotamento della vescica durante la minzione. Vado anche 30 volte al giorno in bagno per fare la pipì e mi sveglio almeno 3 volte a notte per lo stesso motivo. Non ho mai la sensazione di aver svuotato la vescica. Dolore nell'atto della defecazione con periodi di dissenteria, costretta a mangiare alimenti che mi mandano in colica per non avere periodi di stipsi. Ho dolore alle gambe fisso, con mancata sensibilità alla coscia sinistra. Dolore costante all'osso sacro. Insomma, convivo da sempre con il dolore cronico. Il primo menarca l'ho avuto a otto anni e mezzo. Ciclo sempre doloroso e abbondante, andavo costantemente in anemia, ancora oggi, se sospendo le terapie che interrompono il ciclo, divento carente di ferro. Dopo aver trascorso l'adolescenza con dolori che nessuno comprendeva, dopo aver fatto visite ginecologiche per via anale perché ancora vergine, già a 15 anni, è stato dato un nome ai miei grandi problemi invalidanti soltanto all'età di 21 anni, quando credettero che avessi un cancro. Avevo una cisti ovarica a sinistra di oltre 9 cm a rischio emorragia, 2 cisti ovariche a destra di circa 3 cm ciascuna. Tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000 cominciò la mia via crucis tra ospedali, medici, esami invasivi e terapie soppressive del ciclo. Per anni mi sono sentita diversa, smarrita, nessuno conosceva bene ciò che avevo. Ho dovuto cambiare 9 ginecologi prima di arrivare allo specialista. Dopo una vita con il dolore, a volte, guardo le mie amiche e penso: " chissà come ci si sente a non aver dolore, chissà loro cosa provano"... solo dopo mi sono accorta che era normale la loro condizione e non più normale la mia vita. Lotto e lotterò con tutte le mie forze per non essere più invisibile!!

A cura del "comitato io ho L'Endometriosi"


Vuoi usare questi contenuti?
Se vuoi utilizzare i nostri  testi o le nostre immagini, inserisci il link di questa pagina.

condividi su