CLAUDIA DELLE DONNE: "IO HO L'ENDOMETRIOSI"

Mi chiamo Claudia, il cognome dopo perché secondo me ha un senso. Ho 46 anni e ne sono passati quasi 13 da quando la mia ginecologa dell'epoca mi disse che sul mio ovaio c'era una cisti "sospetta". Per due anni ho vagato tra diversi specialisti fino alla diagnosi "ENDOMETRIOSI",una parola che allora non sapevo assolutamente cosa volesse dire. Rappresentava per me solo il fatto che già dai 16 anni il mio ciclo mestruale era abbondantissimo, un vero fiume di sangue e che di tanto in tanto restavo piegata in due dal dolore. Ricordo una volta,ero al lavoro e dovetti chiedere ad una collega di farmi una puntura di Toradol perché ero rimasta lì, piegata in due e non potevo rialzarmi. Nel 2003 ho affrontato  il mio primo intervento in laparoscopia e a riguardare indietro ho due immagini stampate: quella del chirurgo che mi dice "è tutto a posto signora, ora deve decidere solo se fare un figlio, prendere una pillola o andare in menopausa farmacologica"... così come se mi avesse proposto tre alternative equivalenti. La seconda è che quando andai a fare l'ecografia di controllo, scoprii di non avere praticamente più l'ovaio destro, peccato che avessero dimenticato di dirmelo. Dopo 6 mesi stavo di nuovo male. Come da carattere testardo, ordinai su Amazon tutti i libri che esistevano sull'endometriosi, allora esclusivamente quelli americani ed iniziai a studiare la malattia in tutte le sue sfaccettature. Nel 2005 ho ricevuto il mio dono più grande, mio figlio Jacopo, quello di cui con l'anatema "signora lei non resterà mai incinta" credevo non potere mai gioire. Due anni dopo un nuovo intervento, stavolta con una coscienza diversa e la pretesa che filmassero su un dvd l'intervento. Quando lo rividi mi accorsi che dall'operazione precedente mi avevano lasciato un pezzo di plastica nella pelvi!! Ma scherziamo? Sembrava un film dell'orrore... Mi hanno tolto un legamento utero sacrale, eliminato diversi focolai, coagulato l'intera parete posteriore dell'utero. E credo che ogni donna debba sapere esattamente cosa ha, cosa le faranno e come starà dopo che glielo avranno fatto. Oggi sei anni e mezzo dopo ho una grossa cisti periuretrale ed adenomiosi sulla ferita del taglio cesareo: si ricomincia. In tutti questi anni ho dedicato una parte delle mie energie ad ascoltare, incontrare e conoscere donne come me ed a cercare di dar voce a quella che dieci anni fa era solo una minoranza battagliera che faceva informazione per diffondere notizie relative alla malattia, non solo alle donne,ma ai medici di base e agli stessi ginecologi... Tante storie diverse: un comune denominatore chiamato ENDOMETRIOSI. Oggi la "bestia" la guardo negli occhi. Ho cambiato alimentazione, stile di vita, mi aiuto con medicine complementari (la medicina cinese nella mia vita ha un ruolo fondamentale, anche perché è il mio lavoro). Nel mio piccolo ne ho aiutate diverse: alcune a procedere verso la diagnosi,altre ad alleviare il dolore, qualcun altra a rimanere incinta contro ogni previsione, qualcun altra ancora semplicemente ascoltandola. Perché è di questo che c'è bisogno: di essere ascoltate e di poter condividere le esperienze ed io continuerò a farlo con i miei mezzi, che forse sono piccoli, ma molto molto tenaci... E ah, dimenticavo il mio cognome: io sono CLAUDIA DELLE DONNE.