Farmacia amica collaborazione I.E.S.

“ Io Ho L’Endometriosi “ ,“ Family Sclerosi Multipla “ e associazione “ Metamorfosys “ &co.

Hanno siglato la collaborazione con “ Farmacie NERI “ / sedi di Trieste e Muggia / relativa ad

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Per tutte le persone affette da ENDOMETRIOSI e/o SCLEROSI MULTIPLA , si prega fare richiesta 

Tramite e-mail     farmaciaamicaa@gmail.com  della tesserina nominativa.

Per i soci  Metamorfosys, basta esibire tessera associativa anno in corso

VI INVITIAMO TUTTI, A FARNE PUBBLICITA’ E , IN PARTICOLAR MODO, A COINVOLGERE ALTRE FARMACIE 

IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE 

CONTATTI : E-mail  farmaciaamicaa@gmail.com

GRAZIE a TUTTI PER LA COLLABORAZIONE

Mara Sara Valentina Davide

 

 

 

 

Io ho l'endometriosi di nuovo con la fondazione Isal

Anche quest'anno, come nel 2014 il gruppo " io ho l'endometriosi" ha deciso di collaborare con la fondazione Isal nel progetto Cento città contro il dolore e nella campagna zeropain.

Invitiamo tutte le nostre volontarie a contattarci entro il 21 Aprile per poter organizzare appuntamenti nelle giornate pertinenti che andranno dal 26 $ettembre al 1 Ottobre anche nelle loro città di appartenenza!

"Ogni giorno più di 200 milioni di persone nel mondo occidentale soffrono a causa del dolore cronico. Nevralgie, endometriosi, vulvodinia, fibromialgia, esiti da trauma, emicrania, herpes zoster, neuropatia diabetica, sono solo alcune delle nomi di patologie che causano un dolore quotidiano e persistente.......
....Oltre alla  manifestazione che ha coinvolto le piazze lo scorso anno, l'evento è stato svolto anche in strutture sanitarie Nazionali ed estere dove, con il supporto con il supporto di medici e specialisti nel campo anche della terapia del dolore, è stata svolta una campagna informativa grazie alla presenza di banchetti e stand e all'organizzazione di mini-eventi, convegni, incontri aperti con l'utenza e open-day"..........
www.fondazioneisal.it

Anche quest'anno con il sostegno e la parteipazione delle nostre volontarie e con l'auspicato aiuto dei medici saremo presenti in piazze e strutture ospedaliere.
Chiunque fosse interessato a contribuire, ad informarsi e a partecipare è pregato di scriverci all'indirizzo e-mail ioholendometriosi@gmail.com mettendo come oggetto "cento città contro il dolore" scriveteci la vostra città di appartenenza e dove vi piacerebbe poter organizzare l'evento.

Nelle prossime settimane vi informeremo su tutte le nostre presenze.

Le Amministratrici

L’endometriosi intestinale

L’endometriosi intestinale (EI) è una patologia spesso misconosciuta, nonostante interessi 150 milioni di donne nel mondo, di cui 14 milioni in Europa e 3 milioni in Italia.
In Italia sarebbero colpite da endometriosi più del 50% delle donne nella fascia di età 29-39 anni e lo 0.4% delle adolescenti.
L’endometriosi è un problema socio-sanitario non adeguatamente percepito dalla popolazione.
Molte donne pervengono con discreto ritardo alla diagnosi (secondo alcuni studi, dopo un tempo medio di 9 anni), dopo aver subito precedenti diagnosi di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS).
Altre ragioni del ritardo diagnostico sono:
• le donne coinvolte ritengono che i loro disturbi rientrino nell’ambito di normalità,
• alle pazienti viene detto che la sintomatologia lamentata non è patologica,
• vengono seguiti metodi diagnostici inadeguati.
Occorrerebbe invece una diagnosi precoce, al fine di un trattamento adeguato per migliorare la qualità della vita, e per ridurre il rischio di sequele e complicanze (tra cui la malattia aderenziale pelvica, l’infertilità).

Di che si tratta

Sedi endometriosi
L’endometriosi è un paradosso anatomico. Consiste nella presenza di foci (focolai, isole) di tessuto endometriale (l'endometrio è la mucosa che riveste la cavità uterina) ectopico (fuori della sua sede normale, ovvero in sedi diverse dall’utero) e normofunzionante.
I foci ectopici vengono riscontrati nello scavo pelvico, e spesso in organi vicini all’utero (sigma, retto, appendice, regione ileo-cecale).
L’endometriosi intestinale, a volte asintomatica, può dare origine a sintomi spesso sfumati ed aspecifici. Non infrequentemente si perviene alla diagnosi in sede intraoperatoria, a seguito della comparsa di complicanze.
Percentuali tra il 20-30% circa delle pazienti affette da endometriosi ha localizzazioni intestinali; la maggiore incidenza (70-90%) si registra nel retto e nel sigma, meno frequentemente sono coinvolti l’appendice e cieco. Infrequente la localizzazione ileale (in genere ileo terminale) ed ancor più rare, seppur riportate in letteratura, sono le localizzazioni digiunali e gastriche.

Le cause dell’endometriosi


Diverse le teorie proposte per spiegare la causa dell'endometriosi, ma nessuna di esse è completamente esaustiva.
1) Mestruazione retrograda:
durante la mestruazione, si avrebbe la migrazione di tessuto endometriale (in senso inverso) nelle tube e si impianterebbe nell'addome. Tale migrazione secondo alcuni autori sarebbe fenomeno comune in tutte le donne, ma in quelle affette da endometriosi vi sarebbe un difetto immunitario e/o ormonale, che consentirebbe gli impianti di tessuto ectopico ed il loro sviluppo.
2) DIffusione attraverso il circolo (sanguigno/linfatico):
il tessuto endometriale giungererebbe dall'utero in altre aree del corpo attraverso il sistema linfatico o sanguigno.
3) Genetica:
la malattia potrebbe essere trasmessa per via genetica, oppure vi sarebbero fattori predisponenti familiari.
4) Residui embrionali:
del tessuto residuo dal periodo embrionale potrebbe successivamente trasformarsi in tessuto endometriosico, oppure alcuni tessuti dell'adulto manterrebbero la capacità, posseduta durante la vita embrionale, di trasformarsi in tessuto riproduttivo.
5) Chirurgica:
durante un intervento chirurgico sull' utero è possibile che si favorisca il trasporto di cellule endometriali con conseguente impianto endometriosico in corrispondenza di cicatrici addominali post-chirurgiche.

I sintomi intestinali


Si tratta di sintomi assai aspecifici che portano a pensare a patologie diverse dall’endometriosi:
  • Spasmi intestinali dolorosi,
  • Costipazione,
  • Diarrea,
  • Costipazione e diarrea alternate,
  • Nausea e/o vomito,
  • Dolore addominale diffuso, a carattere gravativo-costrittivo e/o crampiforme
  • Dolore o senso di peso rettale,
  • Defecazione dolorosa,
  • Sanguinamento rettale.
Alcune pazienti avvertono solamente uno di questi sintomi, mentre altre possono riferirne più d’uno o tutti.
Un motivo di sospetto diagnostico potrebbe derivare dal fatto che spesso questi sintomi sono più accentuati nel periodo pre-mestruale.
Queste donne, di solito, si rivolgono dal medico chiedendo una serie di accertamenti sul tratto gastrointestinale; la mancanza, molto spesso, di una risposta chiara, aumenta il loro stato di frustrazione.

Quali le cause dei sintomi intestinali?

I foci endometriosici, aderendo alla sierosa (peritoneale) di rivestimento dell’intestino, possono (infrequentemente) invadere la parete intestinale, compromettendo il lume viscerale, potendo addirittura indurre ulcerazioni, emorragie cicliche o perfino perforazione.
La presenza dei foci ectopici determina fenomeni infiammatori, fibrosi reattiva, iperplasia della muscolatura liscia, ed aderenze tra le anse intestinali (anch’esse possono portare ad una ostruzione intestinale).
Mediatori dell’infiammazione, rilasciati dai tessuti endometriosici, comprendenti prostaglandine, fattore di necrosi tumorale (TNF), interleuchine e citochine, possono essere alla base dei sintomi intestinali e del dolore.
Un’altra causa del dolore è legata alla nascita di fibre nervose neoformate e/o al danno da compressione di fibre nervose da parte del tessuto endometriosico ectopico, che può anche arrivare ad inglobare (intrappolamento) e comprimere le strutture nervose.
Neuropatia endometriosi
Il dolore può derivare anche dalla irritazione chimica delle superfici sierose, causata dal sangue e dalla produzione locale di prostaglandine.
Le prostaglandine, che vengono rilasciate, durante le mestruazioni, dagli impianti endometriosici e dall'utero, possono innescare la contrattilità della muscolatura liscia, non solo uterina ma anche intestinale, inducendo quindi una maggiore contrattilità dell'intestino. In questi casi possono insorgere diarrea e crampi intestinali.
La flogosi cronica può portare alla formazione di tenaci aderenze (adesioni) fra tessuti diversi, le quali divengono responsabili di inginocchiamenti, stenosi od ostruzione.
Spesso, infatti, i movimenti intestinali sono difficoltati a causa di tali aderenze con altre strutture, quali le ovaie, l’utero o le pareti laterali della pelvi. Il danno apportato dalle aderenze non si limita solo all’ostruzione, ma comporta anche dolore durante i movimenti intestinali, o la comparsa di diarrea e/o stipsi.
Anche foci posti in strutture vicine all’intestino, come i legamenti sacro-uterini o il setto retto-vaginale, possono essere causa di sintomi intestinali.
Una defecazione dolorosa e/o un sanguinamento rettale possono essere legati ad impianti di foci endometriosici.

La diagnosi

Il momento dell’anamnesi (colloquio con il medico) può essere utile a porre il sospetto di endometriosi. Come già detto occorre molta attenzione nell’analisi dei sintomi della paziente, poiché la malattia può confusa con la sindrome dell’intestino irritabile.
Sarà utile quindi confrontare l’andamento dei sintomi intestinali in base al ciclo mestruale, o raccogliere una storia di dolore mestruale, con dolore in occasione dei rapporti sessuali, o con presenza di dolore pelvico cronico.
Il Ca 125 (esame di laboratorio) è spesso elevato in questi casi, anche se non viene ritenuto utile come test di screening della malattia.
Il Clisma opaco (spesso poco richiesto) può essere utile nei casi di sospetta endometriosi intestinale, evidenziando distorsioni del disegno colico, soprattutto del retto-sigma, a causa di aderenze o della presenza di placche endometriosiche.
Clisma ed endometriosi
L' ecografia e la TAC potranno dare informazioni riguardo alle tumefazioni pelviche apprezzate con la visita (es. esplorazione rettale), o permettere diagnosi differenziali con altre patologie. La TAC multistrato (MSCT) è molto utile se eseguita dopo distensione colica con un enteroclisma acquoso (MSCTe), evidenziando le alterazioni della parete intestinale.
La Risonanza Magnetica Nucleare (RM) è estremamente utile nel porre in evidenza le sedi di endometriosi profonda infiltrante, ureterale, vescicale ed intestinale. La RM, nella diagnosi dell'endometriosi intestinale, ha una sensibilità dell’88%, una specificità del 98%, un valore predittivo positivo del 95%, un valore predittivo negativo del 95%.
La Colonscopia spesso non riesce ad essere diagnostica, principalmente per la prevalente localizzazione extramucosa della lesione. Ricordiamo, infatti, che l’endometriosi intestinale in genere interessa la sierosa peritoneale di rivestimento (viscerale) dell’intestino e meno frequentemente gli strati più profondi e, solo in rarissimi casi, la mucosa. Pur tuttavia possiamo affermare che una colonscopia negativa può, effettivamente, essere alquanto rassicurante, poiché evidenzia che l'endometriosi non ha infiltrato a tutto spessore la parete dell'intestino; inoltre consente di escludere una patologia neoplastica primitiva. Raramente sono stati descritti casi di degenerazione (adenocarcinoma) su aree di impianto a localizzazione colica o del piccolo intestino. Va anche specificato che, a volte, le aderenze o la distorsione del lume intestinale, possono impedire l’effettuazione della procedura endoscopica.
La Laparoscopia, consentendo la visione diretta degli organi pelvici (utero, tube e ovaie) e della cavità addominale, è l’indagine che il più delle volte permette non solo la diagnosi, ma anche la rimozione chirurgica dei noduli endometriosici (da sottoporre successivamente ad esame istologico); con tale procedura è possibile la lisi chirurgica delle aderenze (adesiolisi).
L’Esame istologico dei tessuti asportati confermerà la diagnosi laparoscopica.
endometriosi ed endoscopia

La terapia

Non esiste una cura specifica per l'endometriosi, la terapia mira soprattutto a ridurre il dolore e ad evitare l'infertilità. Durante la gravidanza, in genere la malattia migliora, come anche dopo la menopausa.
Farmaci
Si utilizza terapia ormonale per abbassare i livelli di estrogeni e ridurre il dolore, anche se non tutte le donne con endometriosi hanno dolore. Anche gli anti-infiammatori (FANS) possono esse utili per controllare il dolore.
Chirurgia
Se la terapia ormonale non funziona o se la malattia evolve coinvolgendo progressivamente altri organi, va presa in considerazione la soluzione chirurgica, al fine di rimuovere le lesioni endometriosiche ed i tessuti cicatriziali. Questo di solito può essere ottenuto mediante la laparoscopia.
Adesiolisi
Nei casi più gravi si può rendere necessaria la rimozione dell'utero e delle ovaie (isterectomia e ovariectomia) e nei casi di endometriosi intestinale infiltrante è prevista l’asportazione chirurgica del nodulo (nodulectomia).
Nei casi in cui vi è stenosi intestinale (restringimento del lume con rischio di ostruzione) si può arrivare all’asportazione del segmento intestinale coinvolto dall’endometriosi (resezione intestinale), confezionando successivamente una anastomosi (ricongiungimento tra 2 monconi intestinali) per il ripristino della continuità.

Conclusioni


L’endometriosi è una malattia di grande impatto socio-economico, non di esclusivo interesse ginecologico.
- può essere invalidante, ed in alcuni casi altera in modo profondo la qualità della vita,
- è di difficile approccio sia diagnostico sia terapeutico (sia medico e sia chirurgico),
- può coinvolgere più apparati, necessitando pertanto di un approccio multidisciplinare,
- determina ripercussioni sulla sfera personale e familiare dell’individuo che ne soffre,
- ha incidenza sul mondo del lavoro (assenze, congedi per malattia),
- ha elevati costi sanitari (esami, trattamenti chirurgici spesso in centri d’eccellenza, farmaci).
 http://www.medicitalia.it/minforma/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/1664-endometriosi-intestinale-colon-irritabile.html

PRIMO MEDICINEMA IN ITALIA AL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA


 

 

Inaugurato il primo MediCinema in Italia all’interno del Policlinico Agostino Gemelli di Roma

 L’opening della prima vera sala cinematografica integrata in una struttura ospedaliera italiana è stato celebrato con l’anteprima del nuovo film Disney Il Libro della Giungla. Roma, 13 aprile 2016 – È stata inaugurata oggi la prima sala cinematografica MediCinema all’interno del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, un vero e proprio cinema integrato in una struttura ospedaliera, uno spazio destinato alla ‘cinematerapia’ e alla terapia del sollievo per i pazienti …

 http://www.medicinema-italia.org/

 

ROMA – Un vero e proprio cinema integrato dentro una struttura ospedaliera. È stata inaugurata oggi all’interno del Policlinico Gemelli di Roma la prima sala cinematografica MediCinema italiana, uno spazio destinato alla ‘cinematerapia’ e alla terapia del sollievo per i pazienti e per i loro familiari, grazie alla magia del cinema portata all’interno della struttura ospedaliera. La sala, costruita tra l’ottavo e il nono piano del complesso, e’ in grado di accogliere anche i pazienti non autosufficienti, a letto o in sedia a rotella, e puo’ ospitare fino a 130 persone tra pazienti, familiari, amici, volontari e personale di assistenza. Le spese per il progetto, realizzato in due anni grazie ad un investimento di circa 500mila euro, sono state coperte interamente dalle donazioni di diversi partner, tra cui Walt Disney Company Italia, Rai e Rai Cinema (con una raccolta fondi attraverso sms solidale sulle reti televisive) e Ubi Banca.

“In due anni- ha spiegato Fulvia Salvi, presidente di MediCinema Italia Onlus- abbiamo realizzato qualcosa che in Italia non era mai esistito e che poteva sembrare un progetto impossibile. Oggi, grazie alla Fondazione Policlinico universitario ‘A. Gemelli’, all’universita’ Cattolica del Sacro Cuore e a tutti i nostri sostenitori, inauguriamo la piu’ grande sala di terapia con cinema in Europa e un percorso che mette l’Italia al centro dell’innovazione nella terapia del sollievo e nella ricerca scientifica a essa collegata”. Ma come si svolgera’ la programmazione? “La programmazione- risponde Salvi all’agenzia Dire- seguira’ un protocollo MediCinema che prevede appuntamenti settimanali divisi tra adulti e bambini. Nulla si lascia al caso: i contenuti, infatti, vengono scelti anche in base alla tipologia di pazienti coinvolti. I bambini in particolare avranno anche un momento di evento creato appositamente per loro, in modo tale che possano avere non solo un programma di terapia e di sostegno psicologico, ma anche un bella esperienza da vivere e da ricordare. Sono coinvolti ovviamente anche i volontari, che hanno un grande compito organizzativo nell’andare a prendere e a riaccompagnare nelle stanze i pazienti, il personale medico-ospedaliero e un team di psicologi”.
Durante la conferenza stampa di presentazione, inoltre, MediCinema ha presentato l’avvio di un protocollo di ricerca medica che avra’ un comitato medico-scientifico dedicato “non solo all’internogemelli cinema 3 del Gemelli- hanno spiegato- ma anche in collegamento con le altre strutture ospedaliere che hanno espresso la volonta’ di avere un programma MediCinema al loro interno e di partecipare a questo protocollo di ricerca”. Ha commentato Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli: “Oggi e’ un giorno speciale per il Policlinico Gemelli. Grazie al felice incontro con MediCinema e all’operosita’ di tanti che in diversi ruoli e con diverse responsabilita’ hanno dato il loro contributo con passione, qualita’ e dedizione, e’ stata raggiunta la meta dell’apertura di questa bellissima sala cinematografica, realizzata per rendere l’ospedale ancora piu’ accogliente per tutti i malati, di cui vogliamo prenderci integralmente cura”. Secondo Enrico Zampedri, direttore generale del Policlinico Gemelli di Roma, con questo progetto si vuole contribuire “a migliorare quella che si chiama l’umanizzazione’ delle cure- ha spiegato all’agenzia Dire- quindi il prendersi in carico della persona malata non solo nell’aspetto specifico della sua malattia, ma anche per tutto cio’ che gli sta intorno dal punto di vista psicologico ed emozionale, dandogli cosi’ la possibilita’ di vedere un film immerso in una vera sala cinematografica con la propria famiglia, con i propri amici e con un’assistenza sanitaria”. Come hanno accolto i pazienti questa iniziativa? “C’e’ stato un entusiasmo straordinario sin da quando abbiamo iniziato a parlarne- ha risposto Zampedri- e sopratutto i bambini aspettavano questo momento. Una settimana fa abbiamo avuto un momento di pre-inaugurazione ed e’ stato molto emozionante”.
L’inaugurazione della sala cinematografica al Policlinico A. Gemelli e’ stata celebrata con la proiezione, in anteprima esclusiva per MediCinema, del nuovo film ‘Il libro della giungla’. Diretto da Jon Favreau, la rivisitazione in chiave live action del classico d’animazione Disney arrivera’ nelle sale domani, 14 aprile.

 http://www.diregiovani.it/2016/04/13/29064-policlinico-gemelli-il-primo-ospedale-italiano-con-il-cinema.dg/




Fine collaborazione nel progetto L'abbraccio della bestia donazione fondo cassa residuo

Con la presente le amministratrici del blog "io ho l'endometriosi", Valentina De Paolis e Mara Conte sono a comunicare la fine della collaborazione nel progetto l'abbraccio della bestia con le Associazioni Ad Libitum ed Area 51.
In seguito alla suddetta conclusione abbiamo ricevuto la seguente e-mail  che specifica dove l'associazione Ad Libitum ha scelto di destinare l'importo residuo del fondo cassa per il progetto.
Le nostre persone sono state informate solo a cose fatte.

"vi inviamo questa email per comunicarvi che, a seguito dell'interruzione del progetto "L'Abbraccio della Bestia", l'associazione Ad Libitum ha provveduto, come previsto dagli accordi iniziali presi dai partecipanti, a donare in beneficenza quanto ricavato dalle donazioni ricevute a sostegno del progetto e dalle offerte degli spettatori dell'evento svoltosi a Livorno il 19/11/2016, al netto delle spese sostenute per la realizzazione dell'evento stesso.
Tale somma è stata devoluta all'Associazione Iris ONLUS, sezione territoriale di Roma, attiva nell'ambito della ginecologia oncologica, con referente il Prof. Giovanni Scambia."

Pertanto per  eventuali delucidazioni, informazioni e/o altro inerenti a cio rivolgersi all'associazione Ad Libitum..

Le Amministratrici

Valentina De Paolis
Mara Conte